INTERSOGGETTIVITÀ:RIDUZIONE PRIMORDIALE -EMPATIA- MONADOLOGIA

SOLIPSISMO Q

 

 

 

 

 

Il nodo centrale della questione del solipsismo trascendentale è da ricondurre alla tensione che si instaura, dunque, all’interno della fattualità dell’«io sono»: 

il mondo è dato sia a me che a noi, la struttura intersoggettiva del mondo dell’esperienza è un «fatto» come lo è l’«io sono»; tuttavia per Husserl il mio io, l’esperienza del mondo in quanto mia, costituisce il punto di partenza necessario e inaggirabile di ogni interrogazione sul senso del mondo e quindi non può che rivendicare un certo «primato» dal punto di vista del metodo.

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“STIRNER” DELIGHTED IN HIS CONSTRUCTION

stirner 7

 

 

 

 

 

 

We now find ourselves again exactly where we were on page 19 in connection with the youth, who became the man, and on page 90 in connection with the Mongoloid Caucasian, who was transformed into the Caucasian Caucasian and “found himself”. 

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NO EXISTIMOS

NON EXIXST

 

 

 

 

Solo somos uno más, no existimos, o existimos tanto como existen las piedras. Hay un orden en nosotros, hay una estructura, partes que interactúan, dinámicas que se afectan entre sí, tanto como las hay en el interior de una piedra. Somos tan reales como una piedra lo es, somos tan importantes como una piedra lo es, somos tan conscientes como una piedra lo es.

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DISMANTLING OF THE TRADITION

HEIDEGGER

 

 

 

 

 

This entails the disclosure of the history of those concealments itself. “The tradition of philosophical questioning,” writes Heidegger, “must be pursued back to the original sources [Sachquellen].

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IL DEMONE DELL’AMOR FATI

UROBURO 4

 

 

 

 

 

ETERNO RITORNO E AMOR FATI LA VOLONTÀ DI POTENZA, CHE SEMBRA AVERE UN POTERE ILLIMITATO, NON PUÒ PERÒ INFRANGERE IL TEMPO, CHE NON PUÒ ANDARE A RITROSO: ANCHE LA VOLONTÀ NON HA POSSIBILITÀ DI ANDARE INDIETRO. MA SE FOSSE IMPACCIATA DAL PASSATO E AVVERTISSE IL PASSATO COME VINCOLO, LA VOLONTÀ NON SAREBBE PIÙ LIBERA E, QUINDI, NON SAREBBE PER DAVVERO VOLONTÀ DI POTENZA.

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THE NEGATIVE OF HAPPINESS

THE NEGATIVE ONTOLOGY OF HAPPINESS

 

 

 

 

 

 

 

IN ONE OF HIS MOST ILLUMINATING OBSERVATIONS ON HUMAN EXISTENCE, ARTHUR SCHOPENHAUER MADE THE CASE THAT THERE IS NO SUCH THING AS A “POSITIVE” HAPPINESS, OR, TO PUT IT ANOTHER WAY, THAT HAPPINESS IS SOMETHING THAT EXISTS, IN ITSELF, WITH DEFINITIVE CHARACTERISTICS OR QUALITIES. RATHER, HAPPINESS IS NEGATIVE, DEFINED BY THE ABSENCE OF SUFFERING, PAIN, AND DESPAIR. SUCH A POSITION IS CRITICAL TO SCHOPENHAUER’S PHILOSOPHICAL PESSIMISM.

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