LA CREAZIONE DEI NUOVI VALORI

VERSO

La casta dei signori della terra, la componente più elevata del popolo eletto, ha il compito di legiferare e di creare i nuovi valori a seconda della posizione dell‟individuo all‟interno della gerarchia. Questo vuol dire che finalmente, e su scala mondiale, sarà possibile un allevamento differenziato con valori differenziati, sul modello delle società organizzate in caste, e che chi stabilisce i valori non deve necessariamente sottostare ad essi.

La nuova creazione dovrà tenere conto soprattutto della necessità di aumentare la forza e la salute della specie, e per questo non potrà più essere una fuga dalla realtà come è stato finora nella storia delle religioni, della filosofia o della politica. Non si tratta assolutamente di inventare nuovi valori come se questo mondo fosse troppo noioso per viverci, perché se così fosse Nietzsche non sarebbe andato oltre la Nascita della tragedia e la giustificazione estetica dell‟esistenza, mentre i suoi interessi nel frattempo si sono rivolti sempre più verso la scienza:

il nostro materiale è tutto quanto abbiamo incorporato, in ciò non siamo liberi. Afferrare, comprendere (mediante la scienza) questo materiale. Creare il superuomo dopo che abbiamo pensato, resa pensabile, l‟intera natura a nostra misura.

La creazione di nuovi valori è necessaria per farla finita con quelli vecchi, proprio perché l‟uomo non può vivere senza utilizzare giudizi di valore, ma non è lasciata al caso. Da questo punto di vista il popolo eletto deve operare un‟inversione di rotta nei confronti del Cristianesimo e d‟ogni tipo di nichilismo perché il suo compito è sempre e comunque far guerra ai valori della decadenza e della debolezza.
Tuttavia l‟attacco di Nietzsche al Cristianesimo, e alle sue assurdità e menzogne sul mondo e sull‟uomo, rappresenta soltanto una parte del compito, quella più urgente, ma nuove tavole debbono essere scritte anche contro le idee moderne, come l‟utilitarismo, giacché il loro ideale è proprio il gregge e l‟ultimo uomo. Così i nuovi valori, che debbono essere creati nel nome di Zarathustra, sono diversi anche da quelli dei „livellatori‟, e si preoccupano essenzialmente del potenziamento dell‟uomo:


voluttà, sete di dominio, egoismo: queste tre cose sono state fino ad oggi quelle contro cui sono state lanciate le migliori maledizioni e le peggiori calunnie e menzogne,- queste tre cose io le voglio soppesare in modo umanamente buono.


In questo caso Zarathustra dà un esempio di cosa vuol dire creare nuovi valori, riabilitando quelli che nella società moderna sono ritenuti dei contro valori, e Nietzsche in seguito farà lo stesso, con il progetto della Volontà di potenza e del-la trasvalutazione. Tuttavia la creazione dei nuovi valori per il potenziamento dell‟uomo non è lasciata al caso, ma ha uno scopo ben preciso, cioè quello di creare un essere che possa pensare all‟eterno ritorno dell‟uguale come a un pen-siero lieve e beato.
E‟ per questo che nei progetti per La volontà di potenza e la trasvalutazione alla fine compare sempre il capitolo su Dioniso e la filosofia dell‟eterno ritorno, perché sopportare il pensiero più pesante è la fatica di Nietzsche, di Zarathustra e dei suoi eredi, mentre l‟Übermensch non deve lottare, ma deve anelare al pensiero del ritorno come se fosse il suo desiderio più grande. Ma anche la nuova legge trasvalutata dovrà essere portata a compimento, e precisamente da quell‟uomo, l‟Übermensch, che segnerà in questo modo l‟oltrepassamento dell‟uomo tradizionale e il raggiungimen-to dell‟altra sponda:


esigenza: la nuova legge deve poter adempiersi – e dall‟adempimento deve sorgere il superamento e la legge superiore. Zarathustra indica l‟atteggiamento che bisogna avere verso la legge abolendo la legge delle leggi, la morale. Le LEGGI COME SPINA DORSALE. Lavorarci e creare, portandole a compimento.
Quindi ci sono una nuova legge e una legge superiore, e al superamento della nuova legge, che viene operato dall‟Übermensch, deve far seguito proprio questa legge superiore. La nuova legge è quella di Zarathustra, che Nietzsche

comprende sotto il termine di trasvalutazione, ma, una volta che essa è stata assimilata dall‟individuo, e quindi raggiunge la perfezione, quando cioè riesce ad operare nell‟individuo non più come legge, ma come istinto, allora arriva il momento del suo superamento, ma solo in colui che l‟ha portata a perfezione, un pò come è successo allo stesso Nietzsche col Cristianesimo, l‟auto-superamento della morale cristiana in colui che l‟aveva portata alle sue estreme conseguenze.
Se, come si è visto nel primo paragrafo, quella delle tre metamorfosi è la dialettica di Nietzsche, essa deve valere sempre e comunque, per qualsiasi legge, e quindi anche per le nuove tavole dei valori, che non sono un dogma e devono essere portate a compimento e superate come tutte le altre leggi. Se così non fosse Così parlò Zarathustra sarebbe in contraddizione con quello che Nietzsche dice a proposito della verità, e cioè che, in fatto di valori, esistono solo verità provvisorie e mai assolute. Le leggi permettono di trasformare l‟uomo, di farne qualcosa di più perfetto di quello che è stato finora, e l‟Übermensch sarà l‟uomo che porterà a compimento questa legge e la supererà, e così facendo indicherà una nuova direzione e una legge ancora superiore.


Quindi non è l‟Übermensch che opera la trasvalutazione, ma egli è colui che la porta a compimento, cioè la porta a perfezione, e così facendo, poiché rappresenta con il suo essere la realizzazione della nuova legge, traghetta l‟uomo verso il nuovo mattino. Egli è il frutto della trasvalutazione, è l‟uomo in cui i valori trasvalutati raggiungono gli istinti fondamentali, in cui lo spirito della trasvalutazione è diventato carne. In quanto tale, cioè in quanto è la fine della trasvalutazione, egli è anche, come vedremo nei prossimi paragrafi, il trasfiguratore dell‟esistenza, cioè l‟uomo in cui l‟esistenza raggiunge un tale grado di perfezione da non sembrare più la stessa di prima.

Ma, come si concilia la trasvalutazione dei valori, operata secondo il principio della volontà di potenza, con il nichilismo?

Questa apparente contraddizione sussiste se si ritiene che il nichilismo sia soltanto l‟evidenza che la verità non esiste e quindi tutto è permesso, mentre per Nietzsche il nichilismo è soprattutto un sintomo, e precisamente, in quanto passivo, il sintomo della vita decadente e, in quanto attivo, il sintomo della vita ascendente, e quindi di quella vita che può e deve operare la trasvalutazione dei valori. Dunque non esiste alcuna contraddizione tra questi due concetti, così come non può considerarsi una contraddizione, ma solo una contrapposizione, quella che nella vita stessa mette  di fronte la degenerazione e la crescita rigogliosa, il disfacimento e l‟elevazione, la malattia e la salute.
La trasvalutazione non è una scelta, ma è, per alcuni individui, una necessità, e ciò è dovuto al fatto che non è il pensiero a disporre dell‟uomo, ma la sua energia. Il grande compito di superare l‟uomo non può essere scelto se non si dispone di una grande energia, e quindi, poiché è essa che comanda sull‟io, e non viceversa, questo compito non deve neanche essere giustificato in base a motivi razionali.
Non c‟è nessun motivo razionale perché si debba voler superare l‟uomo, nessun dovere di farlo, ma ci sono solo degli individui che vogliono farlo perché sono chiamati a questo compito da una ragione più grande, il loro Sé.

E‟ chiaro che solo chi non crede alla disuguaglianza fondamentale tra gli uomini deve preoccuparsi di giustificare il comandamento di Zarathustra che dice, nella terza parte della “Prefazione”: “l‟uomo è qualcosa che deve essere superato”.

Infatti, per gli eletti, questo non è affatto un comandamento esterno, ma è il loro stesso Sé che lo vuole. Nietzsche dice di non aver fatto altro che trovare una parola nuova, quella di Übermensch, per indicare quello che già da tempo le religioni e le metafisiche andavano cercando, ma, se è stata solo la morte di Dio che ha permesso a questo concetto di venire alla luce, questo vuol dire evidentemente che, anche prima di Nietzsche, c‟erano uomini che anelavano a qualcosa di simile all‟Übermensch, e quindi c‟era già chi voleva superare l‟uomo, che si era imposto in qualche modo questo comando, anche se l‟errore di pensare un altro mondo dell‟al di là non ha permesso a questi uomini di trovare quella parola.

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